Pagina 1 di 1
Protezione internazionale: rinnovo permesso di soggiorno a seguito del ricorso in appello.
Inviato: mer giu 07, 2017 4:41 pm
da Dingacci.Serena
Giovane di ventitrè anni, proveniente dalla Guinea e richiedente asilo politico, risiede dal settembre 2015 in un centro di accoglienza. A seguito del diniego ricevuto dalla Commissione Territoriale ha richiesto il gratuito patrocinio e ha dato inizio al proprio percorso legale, mantenendo il diritto all'accoglienza. Da qualche giorno ha ricevuto notizia di rigetto del ricorso e si è mosso, con il proprio avvocato, a presentare domanda in appello. Il ragazzo è consapevole di non avere più diritto all'accoglienza ma non è chiaro se abbia o no riconosciuto il diritto di richiedere il rinnovo del permesso di soggiorno presentando la documentazione dell'appello in questura. Ci chiediamo dunque come possiamo accompagnare il ragazzo all'uscita?
Re: Protezione internazionale: rinnovo permesso di soggiorno a seguito del ricorso in appello.
Inviato: lun giu 12, 2017 12:28 pm
da adirmigranti
Gentile Serena,
il rinnovo del permesso di soggiorno sarà possibile qualora la corte di appello abbia concesso una sospensione degli effetti della sentenza di I° grado, ai sensi dell'art 35, c. 12, D.lgs 25/2008:
"12. Il reclamo non sospende gli effetti della sentenza impugnata; tuttavia la corte d'appello, su istanza del ricorrente, può disporre
con ordinanza non impugnabile che l'esecuzione sia sospesa quando ricorrano gravi e fondati motivi."
La normativa richiamata sarà valida fino ad agosto, data in cui entreranno in vigore le modifiche previste dal cd. Decreto Minniti (convertito con L. 46/2017). Da quella data, ai procedimenti e alle cause sorte dopo la stessa si applicherà una nuova procedura che prevede sempre la possibilità delle sospensione, ma dovrà essere maggiormente motivata.
Nel caso di sospensione, oltre alla possibilità del rinnovo del permesso di soggiorno, il richiedente protezione internazionale mantiene il diritto all'accoglienza presso la vostra struttura.
Le valutazioni sulla strada per l'accompagnamento all'uscita sono da valutare caso per caso con l'aiuto del legale che sta portando avanti il suo ricorso, a partire da una stima della probabilità di ottenere o meno una forma di protezione internazionale al termine della causa perché, in caso di esito positivo, avrà poi diritto all'accoglienza nello SPRAR.
Se invece sussistono preoccupazioni sull'esito del ricorso, sulla base di vari parametri - come ad es. il tempo di permanenza regolare con residenza in Italia, la data dell'udienza fissata per il ricorso, e soprattutto legami familiari nel territorio (che sono la strada più semplice) - si possono studiare percorsi possibili.
In ogni caso un aspetto essenziale che ci sentiamo sempre di consigliare (anche se sappiamo più facile a dirsi che a farsi) è di lavorare sulla formazione dei ragazzi in accoglienza con l'obiettivo da una parte di renderli più consapevoli del percorso in cui sono, delle tempistiche e della criticità possibili. Dall'altra, aspetto certamente più complesso, di valutare caso per caso possibili percorsi di autonomia. Considerando le tempistiche di attesa che spesso esistono per entrare nel progetto SPRAR e la breve durata di questa parte dell'accoglienza, prima sono consapevoli e si attivano, più diventano concrete le possibilità di integrazione e di un percorso positivo in Italia.